Profilo biografico di Franco Miele (1924-1983)

Franco Miele
Franco Miele è nato a Formia nel 1924.
  Laureato in Lettere e Filosofia a Roma, comincia ben presto a dipingere ottenendo importanti apprezzamenti : a ventitré anni comincia ad esporre i suoi dipinti, dopo un anno è a Zurigo e poi, nel 1954, alla House of Arts di Chicago, alla VII e alla VIII Quadriennale di Roma e alla XXVIII Biennale di Venezia. Espone inoltre in numerose mostre negli Stati Uniti, in Germania, in Francia, in Svizzera e in Norvegia.
 
  Negli anni sessanta partecipa attivamente al dibattito critico sull’arte prendendo decisamente posizione a favore della pittura figurativa: le sue convinzioni lo porteranno a fondare, insieme ai pittori Cesetti, Ciarrocchi, Fantuzzi, Omiccioli, Purificato, Quaglia, Stradone e Tamburi, la rivista Figura.
 
  Il successo di critica e di pubblico della sua pittura non gli impediscono di esprimere il suo mondo interiore anche nella poesia e in particolare nei Canti del Saraceno, ampliati poi nella raccolta La verità ha un volto, opera in cui, attraverso la figura del Saraceno, racconta di un Sud espresso attraverso versi nitidi che evocano “ambienti silenziosi e solitari, luminosi e al contempo freddi, malinconici, distanti che sono la trasposizione lirica dei quadri dell’artista”.
 
  Nel 1965 Miele si reca, assieme ad altri artisti, in Unione Sovietica dove tornerà molte volte.
 
  La personale alla Galleria Russo, intitolata Visioni della Russia, è l’occasione per esporre al pubblico le opere nate dall’incontro con la realtà sovietica. Le parole di Giorgio De Chirico, autore del testo introduttivo al catalogo, lasciano comprendere come anche la Russia, pur oggettivamente raccontata, sia interpretata alla luce di valori mediterranei.
 
  Questa esperienza induce ancora una volta Franco Miele a vestire i panni del critico d’arte e dai contatti con artisti ed esponenti dell’ambiente culturale sovietico nasce, dopo otto anni, il libro L’Avanguardia tradita, un atto d’accusa nei confronti delle autorità sovietiche, colpevoli di aver isolato l’avanguardia e represso i suoi rappresentanti a favore realismo socialista.
 
  Fino agli ultimi anni della sua vita Franco Miele ha dipinto la realtà trasfigurandola in un mondo in cui lo spazio e il tempo assumono connotati interiori attraverso luci e colori, in cui sono fortemente riconoscibili i tratti culturali e i luoghi della sua infanzia, della terra in cui è nato e che ha continuato ad amare.
 
  La rilevanza dell’attività di pittore, di critico d’arte e di poeta di Franco Miele, la vasta bibliografia che lo riguarda, ne fanno un intellettuale a tutto tondo, rappresentativo della realtà culturale del secolo scorso.
 
  Sue opere sono ora ospitate in collezioni private in Italia e all’estero e in edifici pubblici: a Viterbo, Brindisi, Bologna, Venezia e nella capitale, in musei, tra cui la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.
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