L’Archivio Storico Comunale di Formia è intitolato a Franco Miele
pittore, poeta, storico d’arte.
intitolazione
Un Archivio Storico custodisce la memoria di una città, la racconta non solo nei suoi aspetti amministrativi ma anche nella sua immagine più profonda. L’immagine che la documentazione conservata nell’Archivio Storico di Formia rimanda è di una città viva, piena di stimoli e di incontri, di donne e uomini capaci di ricostruire dopo le distruzioni, capaci di riconoscersi come cittadini, ma anche di aprirsi al mondo.
 
Volendo pensare l’Archivio Storico come memoria del secolo scorso nei valori fondanti della cultura da affidare alle giovani generazioni lo si è voluto intitolare a Franco Miele.
 
Franco Miele rappresenta infatti il “genio del luogo”.
 
Franco Miele è figlio di questa città dove è nato e ha vissuto l’infanzia, dove è tornato spesso, dove ha conservato amicizie e affetti. Ma tra le pieghe della sua biografia c’è di più.
 
Intanto nella sua attività di critico d’arte c’è una coerenza testarda, quella che lo oppone alle esasperazioni della pittura astratta degli anni sessanta sostenuta dal settarismo di una certa critica ufficiale, quella stessa coerenza testarda che lo indusse in seguito a difendere le posizioni dei pittori russi che non allineati. Inevitabilmente ha pagato sempre e duramente di persona queste scelte non conformi alla moda di allora.
 
C’è l’intellettuale che dialoga con la cultura straniera, sia americana che sovietica in anni di guerra fredda, che difende i valori dell’arte e della cultura anche nella scuola come fattori di civiltà.
 
C’è poi l’artista che, certo legato alla modernità, rivendica però il valore di un’arte che comunica, che racconta la realtà di paesaggi e figure attraverso cui passa il sentimento di un tempo interiore, come tutti possono apprezzare anche nelle tele generosamente donate al comune dalla famiglia Miele.
 
E’ l’artista che gira il mondo portando con sé i colori e le atmosfere della sua terra, “trasfigurando addirittura la Russia alla luce dei valori mediterranei”, come ebbe a scrivere Giorgio De Chirico nel testo introduttivo del catalogo della mostra Visioni dalla Russia tenuta alla galleria Russo.
 
C’è poi ancora il poeta che nella figura del Saraceno, mantiene la memoria delle sue spiagge e del suo mare:
 
ho ereditato dal saraceno / che fece vela sulle mie spiagge / il segreto dell’attesa. L’onda /del mare mi riporta sempre / qualcosa anche se il tempo / diviene memoria
 
e che descrive Formia con la più rappresentativa delle immagini:
 
Il mio paese è una curva di terra / ove l’arancio profuma di mare
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